giovedì 1 luglio 2010

Prima o poi esplode

La guardava con preoccupazione tutte le mattine, prima di andare al lavoro. E tutte le sere quando tonava a casa. Così non andava bene, lo sapeva da tempo. Ogni tanto perdeva acqua e poi quella spia rossa accessa non erano affatto un buon segno. Ma ogni mattina attaccava mentalmente un post-it delle cose da fare quando avrebbe avuto un attimo di tempo: chiamare il tecnico per la caldaia.
Poi la stanchezza al calar del sole rimandava l'impegno al giorno dopo. Tanto era sempre lì. Sempre uguale. Sempre preoccupante allo stesso modo. Come una macchia sul muro, una ferita che non si rimargina, quasi quasi dopo un po' ti ci affezioni.
Sarebbe rimasta così chissà quanto tempo, se non fosse successo che iniziò l'inverno. Non l'inverno di neve e ghiaccio improvviso, ma appena un accenno di inverno, solo un filo d'aria tagliente come una lama, un brivido in piena notte. E prima di andare al lavoro, alzò la temperatura di mezzo grado. Si chiuse la porta alle spalle, incurante.
Fu una lunga giornata, senza un attimo di respiro, tra incombenze, pratiche da sbrigare e telefonate e arrivò a casa con la testa in una boccia di vetro, le sensazioni ottuse, distratte. Come nel dormiveglia compì gli stessi gesti di sempre automaticamente. Lavarsi le mani, le faccia, aprire la porta del bagno... con quel retrogusto di preoccupazione e di dubbio costanti.
In una frazione di secondo, un boato, un getto potente, gli bloccò il respiro.
La caldaia era esplosa!
Sembrava un sogno assurdo, invece era vero, o forse no, chissà. Incapace di muovere un dito, incapace di urlare o piangere, forse anche di respirare, stava a guardare imbambolato il disastro scoppiato nel suo bagno, l'intonaco che gli cadeva a fiocchi intorno alla testa, l'acqua bollente che gocciolava dai muri, il vapore che fluttuava nell'aria.
Il flusso dei pensieri era bloccato, le parole svanite.
Pensò, ad un certo punto. Che era uno spettacolo indimenticabile.

(Sandy)

2 commenti:

vieni anche tu